Quello che ho capito delle auto elettriche

by maurizio
21 minuti
Quello che ho capito delle auto elettriche

Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa a mia moglie, la crisi della mezza età prende in tanti modi diversi: c'è chi si fa l'amate ventenne e chi, come me, va in fissa con le auto elettriche.

Quindi, dato che quando un argomento mi interessa tendo a fare qualche ricerca e ad informarmi, cerco di riassumere qui quello che ho capito fino ad ora della mobilità elettrica rispondendo ad alcune delle domande che mi sono fatto e che, leggendo qua e la sui forum, un po' tutti si fanno quando affrontano l'argomento auto elettrica.

E le colonnine?  

La prima domanda che fanno tutti quando si parla di auto elettriche è "ma poi le colonnine dove fare il pieno ci sono?".

Ecco, una cosa che ho scoperto è che questa è la domanda sbagliata.

In primo luogo l'utilizzo dell'auto elettrica assomiglia più a quello di un cellulare che a quello della vostra fedele Fiat Panda, nel senso che mentre con la Panda fai il pieno e poi ci vai in giro fin quando non segna riserva e a quel punto torni dal distributore di benzina,  l'utilizzo di un'auto elettrica prevede che il giorno si vada in giro tranquillamente e poi la sera, arrivati a casa, la colleghiamo alla presa di corrente e la lasciamo in carica tutta la notte: la mattina dopo la ritroveremo bella carica e ripartiremo a fare le nostre commissioni.

Se consideriamo che l'uso dell'auto da parte della persona media è quello del tragitto casa-lavoro e ritorno e che normalmente tale tragitto, sempre in media, è intorno ai 20km, il problema della presenza o meno delle colonnine di ricarica passa in secondo piano.

Semmai la vera domanda dovrebbe essere: "hai un box / garage / posto auto che puoi attrezzare con una presa di corrente idonea a ricaricare l'auto elettrica?"  Ecco, questa è la vera domanda. Allo stato attuale la vera discriminante è questa: se non puoi ricaricare l'auto a casa (o magari al lavoro), molto probabilmente l'auto elettrica non fa per te.

La disponibilità di colonnine di ricarica invece è importante se decidi di fare con l'auto elettrica dei viaggi lunghi, per lavoro o per diporto. Fortunatamente la rete di ricarica oggi è abbastanza diffusa, probabilmente sono di più le colonnine di ricarica elettrica rispetto ai distributori di metano o di GPL. Non siete convinti? Guardate pure da soli, scaricando una delle tante app di ricarica che fanno vedere i charger su una mappa interattiva, ad esempio Nextcharge (o se non volete scaricare l'app, andate sul sito https://goelectricstations.it/map-charging-stations.html?lang=it).

E l'autonomia?

Sono ormai disponibili sul mercato diversi modelli di auto elettriche, oltre alla mitica Tesla anche altri produttori più tradizionali hanno ormai a listino auto full electric. Esistono quindi diversi modelli con varie autonomie e ovviamente prezzi.

Ad esempio la Renault ha la Zoe, la Peugeot ha sia la e-2008 che la e-208, la Hyunday ha sia la Ioniq che la Kona Electric, e la Kia ha la e-Niro e la Soul, la Volkswagen ha la Up e ovviamente c'è la Smart che già da quest'anno è commercializzata solo in versione elettrica.

Le autonomie in termini di km percorribili col 100% di batteria carica, vanno dai 118km della Smart ai 485km della Kona con batteria da 64kWh. 

Attenzione però che queste  sono autonomie dichiarate dai costruttori su percorso misto. Come al solito poi tutto dipende dal piede di chi guida e dal tipo di percorso che si fa. 

Anche in questo caso dobbiamo rimarcare una fondamentale differenza tra auto elettrica e tradizionale auto benzina/diesel: mentre con i motori termici siamo abituati al fatto che si consuma di più in città e meno in autostrada, con le elettriche vale esattamente il contrario:  in città, grazie al recupero di energia in decelerazione e frenata si possono percorrere più km che in autostrada, dove invece per mantenere una velocità sostenuta si dovrà utilizzare più energia.

Quindi prendendo ad esempio la Hyunday Kona di cui sopra, rispetto ai 485km dichiarati è possibile in città arrivare a farne magari 530 mentre in autostrada potrebbero essere 350.

Questo "dettaglio" va tenuto in considerazione molto attentamente soprattutto se si ha intenzione di intraprendere un lungo viaggio in autostrada: sarà necessario pianificare le soste di ricarica in maniera accorta. Per fortuna molte delle auto elettriche di ultima generazione sono dotate di navigatore con mappa delle colonnine di ricarica e funzioni avanzate di pianificazione dei viaggi che consentono di delegare questa preoccupazione al computer di bordo!

Ma quanto costa ricaricare?

Ecco, questo è un punto complesso, infatti a differenza di benzina/gasolio il costo della ricarica elettrica ha una variabilità di prezzo molto ampia.

Ad esempio se ricaricate a casa il costo può essere veramente basso, ad esempio con il mio contratto di energia, se ricarico di notte vado a spendere meno di 18 centesimi di euro a kWh (inclusi costi fissi, iva, ecc.). Ma in realtà, avendo sul tetto un impianto da altre 5kW di picco di pannelli fotovoltaici con Scambio Sul Posto, praticamente questo costo si azzera: quindi a casa ricaricherei gratis.

Il costo alla colonnina invece è molto variabile e cambia in funzione del proprietario della colonnina (in Italia le più diffuse sono di EnelX, ma ci sono anche altre reti come Ionity, Duferco o ZapGrid) e se si hanno abbonamenti particolari. Ad esempio ci sono gestori che offrono tariffe flat mensili. I prezzi "a consumo" vanno dai 39 centesimi al kWh fino ai 75 centesimi al kWh e di solito sono proporzionali alla velocità di ricarica offerta - più veloce è la ricarica, più è alto il costo al kWh. Ci sono inoltre molte colonnine nei pressi di centri commerciali che offrono la ricarica gratuita ai clienti.

Quindi come rispondere alla domanda "quanto costa ricaricare?"

Diciamo, cercando di semplificare, che ricaricare a casa anche se non si ha un impianto fotovoltaico costa veramente molto poco, intorno ai 20 centesimi al kWh, mentre ricaricare fuori può costare in media intorno ai 50 centesimi al kWh.

Quanti km ci si fanno con un un kWh? 

Questo, come ho detto anche prima, dipende dall'auto e dallo stile di guida. 

Un'auto "media", ad esempio una Hyuday Kona o una Kia e-Niro o Soul fanno circa 7km con un kWh, quindi per fare 100km mi occorrono circa 14,5kWh che possono costare:

  • 0€ (o poco di più) ricaricando a casa dotata di un impianto fotovoltaico che copra il consumo,
  • 2,86€ ricaricando a casa senza fotovoltaico (a 0.2€ al kWh),
  • 7,15€ se invece ricarico ad una colonnina (a 0.5€ al kWh).

Come detto quindi, il costo è molto variabile ma comunque sempre inferiore a quello di benzina o diesel, e in certe condizioni può essere davvero molto basso o addirittura nullo.

Quanto tempo ci vuole per ricaricare a casa?

Ecco anche questo è un punto un po' complesso, che può dipendere da diversi fattori.

In primo luogo occorre fare una precisazione: è molto facile confondere i kilowatt (kW) con i kilowattora (kWh) che in realtà sono due misure molto differenti: il kilowatt (kW) misura una potenza istantanea erogata, mentre il kilowattora (kWh) misura una quantità di corrente accumulata.

In pratica se dico che una batteria è da 64kWh mi riferisco alla sua capacità di immagazzinare corrente: questa batteria carica al 100% potrebbe erogare una potenza di 64kW (kilowatt) per un'ora di seguito prima di scaricarsi completamente (la cosa non è esattamente così, l'ho un po' semplificata ma l'importante è che arrivi il concetto). Analogamente se voglio caricare una batteria da 64kWh e ho a disposizione una potenza di 2kW dovrò tenerla sotto carica per 64/2=32 ore per ricaricarla da 0 al 100%.

Cerchiamo ora di fare qualche caso pratico. Diciamo ad esempio che voglio ricaricare la mia auto a casa e che a disposizione ho solo una presa elettrica Schuko (quelle che in molti posti vengono chiamate anche "tedesche"). Quel tipo di presa, per evitare surriscaldamenti e possibili incendi, non deve essere utilizzata per erogare più di 2kW di potenza. Quindi se volessi ricaricare a casa la Hyunday Kona 64kWh che abbiamo usato negli altri esempi da 0% al 100% ci impiegherei circa 32 ore

Si è vero sono un bel po' ma diciamolo, è un caso solo teorico infatti non arriverete mai a casa con l'auto allo 0% (anche perché dovreste spingerla!), nell'uso quotidiano normale è probabile che la vostra auto arrivi a casa la sera con l'80% di carica residua e quindi volendola riportare al 100% (cosa che come vedremo più avanti non si fa abitualmente)  dovreste solo "rabboccare" quel 20% mancante, ossia 20% di 64kWh = 12,8kWh che ricaricando a 2kW potrete raggiungere in meno di 7 ore. Considerando che 12,8kWh equivalgono a circa 90km, direi che l'ipotesi di caricare a casa attaccandosi alla normale presa è assolutamente percorribile nella maggior parte dei casi: arrivo a casa la sera alle 19, attacco l'auto alla presa e la mattina dopo alle 8, quando devo uscire, è sicuramente carica al 100%.

La raccomandazione però è quella di assicurarsi che la presa Schuko a cui attaccate il caricatore della macchina sia installata a norma con i fili elettrici adeguatamente dimensionati al fine di evitare spiacevoli inconvenienti.

Se pensate però che in qualche caso potreste aver bisogno di maggior velocità di carica, forse è il caso di installare un wallbox. Il Wallbox è uno "scatolotto" da appendere al muro, che va collegato (da un elettricista qualificato!) all'impianto elettrico e può erogare, se collegato ad un contatore monofase (quelli standard delle nostre case)  3,7kW oppure 7.4kW di potenza.

In questo caso però dovrete molto probabilmente anche chiedere al vostro fornitore di energia elettrica un aumento della "potenza massima impegnata" che nei contratti standard delle abitazioni è di 3kW. Per il wallbox da 3,7kW occorre avere almeno 5kw di potenza impegnata, mentre per quello da 7.4kW occorrono almeno 9kW in modo da lasciare una parte di potenza disponibile per il resto degli apparecchi che avete a casa (luci, televisori, lavastoviglie, ecc.) altrimenti rischiate che il contatore "salti" per il troppo assorbimento ogni volta che l'auto è in carica.

Come alternativa al wallbox esistono anche dei "cavi intelligenti", ma di questo magari parleremo in un post specifico.

In ogni caso con una potenza di 3,7kW potreste caricare da 0 a 100% una batteria da 64kWh in circa 18 ore, mentre con 7.4kW i tempi si riducono a 9 ore. Una bella differenza! 

E' possibile caricare a casa o in ufficio più velocemente? In teoria si ma occorrono il contatore trifase e delle wallbox più potenti. 

E quanto ci vuole a ricaricare alle colonnine pubbliche? 

Anche qui la risposta non è semplicissima perché ci sono diversi fattori in gioco. Ad esempio le colonnine sono di diverso tipo, alcune possono ricaricare solo in corrente alternata (come i wallbox di casa) e arrivano a potenze di 11kW o 22kW, altre invece possono caricare in corrente continua e allora le potenze possono salire: ci sono colonnine che possono ricaricare a 50kW, 100kW o anche più.

Attenzione però che dipende anche dall'auto: alcune auto hanno delle limitazioni sulla potenza di ricarica sia in corrente alternata che in continua. Ad esempio Kona, Soul e E-Niro possono ricaricare solo fino a 11kW in alternata - le Kia Soul e  E-Niro addirittura di serie escono con una limitazione a 7kW e occorre aggiungere un optional (OBC da 11kW) per poter arrivare a 11kW - mentre in continua non possono superare i 77kW.

Occorre quindi anche consultare il manuale o le specifiche dell'auto per capire quali siano le effettive modalità di ricarica previste. 

Certo è che con una potenza di 77kW possiamo ricaricare la batteria da 64kWh della Kona in meno di un'ora...anzi no! Infatti per preservare la vita delle batterie l'auto provvede automaticamente a limitare la quantità di corrente di ricarica assorbita quando ci si avvicina alla ricarica completa. E qui si apre un altro argomento interessante, quello della durata delle batterie negli anni, di cui parleremo tra un po'.

Comunque i tempi reali si avvicinano di più a 80/90 minuti.

Ma anche in questo caso si tratta di casi teorici infatti raramente arriverete ad una colonnina di ricarica con meno del 10% di batteria residua (salvo casi disperati) e magari potrete permettervi di ricaricare ad alta velocità fino all'80% (prima che l'auto inizi a limitare la corrente in ingresso per preservare la durata della batteria), quindi in pratica ricaricherete 80%-10%=70% di 64kWh =  circa 50kWh. In funzione del charger dovrete ricaricare per:

  • 4 ore e mezzo con charger a corrente alternata a 11kW;
  • 1 ora con charger in continua a 50kW;
  • circa 40 minuti con charger in continua a 70kW;

In pratica se dovete fare un viaggio lungo occorre che pianificate o tante soste brevi di "rabbocco" o poche un po' più lunghe  ai charger veloci in corrente continua (CCS). 

Quale cavo si utilizza per ricaricare?

Quello dei cavi è stato un problema per un po' perché, come in tutte le nuove tecnologie, all'inizio ci sono stati diversi produttori che hanno usato connettori diversi (pensate anche a quello che succede con i vari connettori di ricarica dei cellulari: Apple thunderbolt, micro-usb, usb C). Per fortuna in Europa oggi tutti i produttori di auto convergono verso un unico connettore  "combo ccs 2", che in pratica racchiude due connettori in uno.

Infatti questo connettore include l'alloggiamento per la presa "Type 2" per la ricarica in corrente alternata, sia monofase che trifase, sia quello "CCS 2" per la ricarica in corrente continua ad alta velocità.

Attenzione però: la maggior parte delle colonnine a corrente alternata sono prive di cavo, quindi dovete dotare la vostra auto (se il concessionario non ha provveduto) di un cavo "type2 - type2" per poter ricaricare. Invece le colonnine a corrente continua sono tutte provviste del cavo con la presa combo CCS2 integrato, quindi per quelle non serve un cavo di proprietà.

Ecco una tipica colonnina EnelX a corrente alternata, molto diffusa in Italia, e non dotata di cavo:

E qui il cavo "type 2 - type 2" necessario per poterla utilizzare:

Qui sotto invece una colonnina fast a corrente continua dotata dei propri cavi:

Ma quanto durano le batterie?

Questo è uno degli argomenti più scottanti, infatti i detrattori della mobilità elettrica sostengono spesso che le batterie si degradano velocemente perdendo il loro potere di accumulo. In realtà questo era vero con le prime generazioni di batterie vendute con le auto elettriche di qualche anno fa, ma le auto attuali montano solitamente batterie ai polimeri di litio, molto più longeve e meno soggette a deterioramenti dovuti alle condizioni climatiche (caldo/freddo).

Inoltre praticamente tutte le case costruttrici garantiscono le batterie per un numero considerevole di anni (Kia 7 anni, Hyunday e Peugeot 8 anni, ecc.), nel senso che garantiscono entro il termine della garanzia che queste abbiano conservato almeno il 65% o il 70% (dipende dal costruttore) della loro capacità.

Alcune auto inoltre montano sistemi di condizionamento delle batterie che le proteggono dalle temperature estreme e aiutano a prolungarne la vita.

Ci sono poi delle strategie da adottare per allungare la vita delle batterie, tra queste le più accreditate sono:

  • Non far mai scaricare le batterie fino allo 0%;
  • Evitare di tenere le batterie cariche al 100% senza usarle (c'è chi consiglia, nell'uso quotidiano, di non caricarle oltre l'80% o il 90% a meno che non sia necessario per un lungo viaggio);
  • Cercare di caricare abitualmente a bassa velocità e usare i fast charger CCS solo quando strettamente necessario.

Se ci pensate sono le stesse regole empiriche che si consigliano anche con i telefoni cellulari, e infatti la tecnologia utilizzata per le batterie è praticamente la stessa!

Quanto costa fare la manutenzione ad un'auto elettrica?

La risposta è facile: pochissimo! Infatti l'auto elettrica è molto più semplice in termini meccanici di una termica. Non ha olio da cambiare, cinghie o catene di distribuzione, raffreddamento del motore, filtri o pompe del carburante o candele. Un motore elettrico è mille volte più semplice di un motore a benzina o diesel, è poco soggetto ad usura e presenta pochissime criticità.

Inoltre se viene guidata bene, in un'auto elettrica si usano pochissimo i freni, perché si tende a usare il freno motore per rigenerare le batterie, quindi si consumano molto meno anche i freni.

L'unica accortezza è di usare pneumatici di buona qualità e curarne la manutenzione in modo che siano sempre in  efficienza, ma questo vale in generale per qualsiasi auto.

I costi di manutenzione delle auto elettriche sono quindi prossimi allo zero.

Perché non una ibrida plug-in?

Un'auto ibrida plugin ha sia una batteria capiente (ma non quanto una full electric) sia un motore a scoppio (solitamente benzina) e quindi assicura il vantaggio della mobilità elettrica e anche il vantaggio di poter fare viaggi lunghi senza l'ansia di doversi fermare per ricaricare la batteria.

Tutto bello quindi? In realtà no, perché purtroppo ha anche un discreto numero di svantaggi:

  • E' più pesante in quanto ha sia motore elettrico che termico, sia batteria che serbatoio, quindi tendenzialmente consuma di più sia dell'auto equivalente elettrica che dell'auto equivalente termica;
  • Se si vuole sfruttare bene, occorre comunque caricarla a casa e quindi bisogna avere comunque la disponibilità di un box/garage/posto auto con presa di corrente; 
  • Solitamente ha il bagagliaio più piccolo perché da qualche parte la batteria devono pur metterla;
  • Costa di manutenzione come un'auto termica visto che c'è un motore termico da mantenere in efficienza;
  • Non beneficia (o comunque molto meno) di agevolazioni fiscali quali esenzioni dal bollo o incentivi di acquisto;
  • Inquina con il motore termico, certo meno di un'auto tradizionale, ma comunque brucia combustibile e produce CO2 e polveri sottili.

Insomma una ibrida plugin, a conti fatti, è una soluzione non completamente soddisfacente, almeno dal mio punto di vista.

Le auto elettriche costano tanto?

Purtroppo è innegabile, le auto elettriche per adesso hanno un costo decisamente alto rispetto alle loro equivalenti termiche, ma ci sono alcune considerazioni da fare. In primo luogo ci sono una serie di agevolazioni economiche (incentivi all'acquisto, esenzione dal pagamento del bollo, incentivi regionali/provinciali) che ne rendono il prezzo più abbordabile. Poi occorre tenere in considerazione i bassissimi costi di manutenzione. Infine se la propria abitazione è dotata di impianto fotovoltaico e il proprio stile di vita lo consente è possibile azzerare le spese relative ai carburanti. Da alcune simulazioni che ho avuto modo di fare, se si percorrono dai 20mila km all'anno in su, prevalentemente su percorsi cittadini,  il basso costo di gestione di un'auto elettrica riesce a pareggiare il prezzo aggiuntivo pagato per l'acquisto.

E ovviamente ci sono poi i vantaggi aggiuntivi che solo un'auto elettrica può dare:

  • basso impatto ambientale;
  • nessun fumo/cattivo odore emesso;
  • incredibile silenziosità nell'abitacolo;
  • divertimento alla guida grazie alla dinamicità del motore elettrico;
  • comodità: torno a casa la sera e la metto in carica, la mattina è sempre pronta con il "pieno"!  

Concludendo: la mobilità elettrica fa per me?

Da quanto abbiamo visto finora, è evidente che la mobilità elettrica per adesso non è per tutti. In particolare molto dipende dalla possibilità di ricaricare a casa (magari dal fotovoltaico) e dalla percorrenza, che se è prevalentemente cittadina e di circa 100km al giorno, rende l'auto elettrica molto conveniente anche in termini puramente economici. 

Personalmente ritengo che nel mio caso l'auto elettrica sia una scelta vincente, e infatti ho ordinato qualche giorno fa una Kia E-Niro 64kWh grazie alla quale spero di poter acquisire conoscenze ed esperienze pratiche da poter riportare in questo blog e che possano essere utili a ad altri.

A presto!

 

  

Gianni
Articolo esaustivo!!
Written by Gianni on Settembre 3, 2020

Complimenti un articolo veramente ben fatto, senza dubbio ho appreso nozioni nuove per me e ha solleticato la mia curiosità verso l'auto elettrica. Grazie per l'articolo!