Wallbox Orbis Viaris, prova su "strada"

by maurizio
20 minuti
Wallbox Orbis Viaris, prova su "strada"

Come forse avranno notato i lettori che seguono questo blog da più tempo, sono passati quasi due anni dall'ultimo post. Una pausa piuttosto lunga, dovuta principalmente a due fattori: da una parte il lavoro, che negli ultimi anni ha assorbito una parte sempre maggiore del mio tempo, e dall'altra i lavori di ristrutturazione di casa, che ci hanno tenuti a lungo impegnati.

Ed è proprio la ristrutturazione di casa a fornirmi oggi lo spunto per tornare a parlare di auto elettriche e, in particolare, di ricarica domestica. Tra gli interventi che abbiamo realizzato ci sono infatti l'installazione di un secondo impianto fotovoltaico e, soprattutto, di una wallbox Orbis Viaris.

Dopo quasi due anni di pausa, quindi, quale occasione migliore per tornare a scrivere se non raccontando l'esperienza di utilizzo di una nuova wallbox, analizzandone il funzionamento, le caratteristiche e l'integrazione con l'impianto elettrico e fotovoltaico di casa?

Prima di iniziare, ecco l'usuale disclaimer: non ho nessun accordo con Orbis e nessuna convenienza nel pubblicizzare la wallbox Orbis Viaris, semplicemente è la colonnina che ho a casa e ho usato negli ultimi 3 anni e quindi ritengo di poter fare un buon servizio recensendone pregi e difetti.

Perché Orbis Viaris

Qui vorrei potervi dire che la scelta di questa wallbox di ricarica sia stata fatta consapevolmente a tavolino valutando i pro e i contro e facendo quindi una scelta guidata dalla razionalità, ma in realtà non è così! Semplicemente l'installatore dell'impianto fotovoltaico l'ha aggiunta come "bonus" per rendere più allettante la sua offerta e alla fine dei conti direi che la strategia ha funzionato perché ho scelto il suo preventivo - non solo per quel motivo in effetti, ma non posso nascondere che la colonnina abbia rappresentato la ciliegina sulla torta.

Oltretutto all'epoca (settembre 2023) non percepivo una grande necessità di avere una colonnina di ricarica in quanto per le mie esigenze il "carichino" da presa schuko, con il quale ho ricaricato la mia Kia e-Niro nei suoi primi tre anni di vita, ha sempre funzionato bene e raramente ho sentito la necessità di caricare più velocemente. In realtà le mutate condizioni di lavoro, mi hanno poi portato a rivalutare l'utilità di avere una vera wallbox, infatti adesso mi capita almeno un paio di volte alla settimana di fare percorsi da un centinaio di km e poter contare sulla maggiore velocità di ricarica è sicuramente un plus!

L'unica richiesta che ho fatto al fornitore è stata quella di avere la gestione dei carichi, cioè un meter collegato al contatore che regoli la potenza di ricarica in modo da evitare un eccessivo assorbimento e quindi il distacco automatico del contatore nel caso di superamento della potenza impegnata contrattualizzata. La Viaris ha questa opzione e su questo argomento torneremo più tardi.

Installazione 

Come avete capito da quanto detto finora, per me è stato un acquisto a "scatola chiusa": non conoscevo né la marca né tantomeno il modello di questa wallbox fin quando non l'ho avuta installata nel mio garage. Però devo dire che la prima impressione è stata positiva. L'installazione è stata piuttosto veloce, anche perché il contatore si trova a meno di tre metri dalla wallbox. Il tecnico ha installato un interruttore magnetotermico  a monte della colonnina, come da normativa, e il meter in dotazione per la misurazione del carico direttamente al contatore per la funzione di bilanciamento. Tutti i collegamenti sono stati realizzati con cavi di spessore adeguato per supportare le correnti in gioco: stiamo parlando di una wallbox monofase che può fornire fino ad un massimo di 7kW di potenza, quindi una corrente che può arrivare a 32A.

L'altra configurazione che dovrà fare l'installatore, è impostare la massima potenza utilizzabile dalla colonnina. All'interno della Viaris ci sono dei dip switch che consentono varie regolazioni. Nel mio caso, avendo un contatore con massima potenza impegnata pari a 6kW abbiamo deciso di impostare il massimo assorbimento dalla rete elettrica a 5,75kW. 

Qui è necessario fare alcune precisazioni: la nostra casa è divisa in due immobili separati, ognuno dotato di un suo contatore e un suo impianto fotovoltaico. Oggi, terminati i lavori di ristrutturazione, disponiamo quindi di due immobili separati, uno con un nuovo sistema fotovoltaico con accumulo, e uno con il fotovoltaico più vecchio e senza accumulo. La Orbis Viaris è stata collegata all'impianto di questo secondo immobile.

Il collegamento del meter TMC100 in dotazione è stato effettuato seguendo il manuale, quindi mettendo la sonda magnetica sulla fase proveniente dal contatore, come nella figura qui sotto ripresa direttamente dalla documentazione Orbis.

Una volta collegata elettricamente, la Orbis Viaris si configura in modo piuttosto semplice attraverso l'app "Orbis IoT" scaricabile dagli store Android e Apple. 

Una volta installata l'app occorrerà creare un account personale, infatti tutta la gestione della Viaris potrà essere effettuata anche attraverso il suo cloud. Quindi potremo ad esempio monitorare il ciclo di carica dell'auto anche se non ci troviamo fisicamente a casa.  

Come dicevo, la prima configurazione è piuttosto semplice: all'accensione se non trova una rete WiFi configurata e visibile, la colonnina va in modalità "access point", e crea una sua rete WiFi alle quale occorre collegare il telefono. Una volta ottenuto il collegamento, basta aprire l'app ed effettuare la ricerca di un nuovo dispositivo. Se tutto va bene l'app ci chiede SSID e password della rete WiFi di casa, che saranno impostati sulla colonnina. Una volta configurata la rete WiFi la Viaris si riavvia e si collega alla rete WiFi di casa. Tutto qui. Eventualmente la Viaris ha anche una porta Ethernet interna, quindi se lo si preferisce è possibile collegarla via cavo UTP ad uno switch, senza usare il WiFi.

Dopo la configurazione la wallbox risulterà visibile nell'App e-Viaris e potremo procedere alla configurazione.

Non solo: la Viaris è dotata anche di una comoda interfaccia web che, sapendo l'IP che assegnato nella rete di casa, possiamo andare ad utilizzare ad esempio da PC per monitorarne lo stato. Basta digitare l'IP della wallbox sulla barra degli indirizzi del browser per avere a disposizione stato, statistiche e configurazione.

Come si utilizza Orbis Viaris?

La Orbis Viaris supporta tre diverse modalità operative selezionabili dall'app:

  • Modalità touch: la ricarica può essere avviata o terminata attraverso lo sfioramento di un grosso sensore touch posizionato sul davanti della colonnina (nell'immagine qui sotto è definito "zona di attivazione".
  • Modalità RFID: la ricarica può essere avviata e fermata attraverso la scansione di tag rfid (tipo card o dongle)  presenti in una lista di rfid autorizzati (molto utile se viene installata ad esempio in un parcheggio aziendale dove solo alcuni autorizzati devono poterla usare). La Viaris supporta anche il collegamento con server OCPP quindi il controllo delle tessere RFID e degli utilizzi della ricarica (in termini di tempi e di kWh utilizzati) può essere centralizzato, come ad succede per le colonnine pubbliche. Non ho esplorato questa modalità operativa perché la mia è posizionata nel garage che è accessibile solo da me e i miei famigliari.
  • Modalità automatica: non appena si collega il cavo all'auto parte il processo di ricarica (questa modalità si ottiene spegnendo sia il touch che il lettore rfid)

Nel mio caso, essendo installata in un garage privato, la modalità automatica è la più comoda: colleghi il cavo e la ricarica parte. In realtà all'inizio avrei voluto configurarla in modalità touch, che è il suo modo di funzionamento default, ma ho avuto uno strano inconveniente...

Il mistero del bip notturno

Inizialmente ho configurato la wallbox in modalità touch. In questo modo per avviare la ricarica, dopo aver collegato l'auto, occorre sfiorare il touchpad della Wallbox in modo da attivare il consenso alla ricarica.

La prima prova di ricarica è andata molto bene, di giorno con il fotovoltaico in produzione, ho collegato il connettore Type-2 all'auto e attivato la ricarica. Tutto perfetto. Ricarica completata nei tempi previsti e con un discreto apporto di energia dal sole.

Qualche giorno dopo però, ricaricando l'auto di sera, mi accorgo che qualcosa non va. La colonnina emette degli strani bip e la ricarica si interrompe.

Chiamo l'elettricista che ha installato il tutto, il quale interviene il giorno successivo. Facciamo alcune prove ma la colonnina si comporta come da manuale, senza dare alcun problema.

Ok... forse sarà stato un glitch momentaneo. E la chiudiamo li.

Se non che, dopo qualche giorno, sempre di sera (spoiler: è un dettaglio importante), ho di nuovo il problema del bip e di interruzione della ricarica.

Prima di chiamare di nuovo l'elettricista, decido di indagare un po'. E in primo luogo mi accorgo che il problema del bip si verifica solo di notte, e che se imposto la wallbox in modalità automatica, disattivando il touch, tutto funziona senza problemi.

Adesso la mia curiosità tecnica è decisamente stimolata, e decido di fare qualche altra prova. Passo qualche altro giorno a fare test e prove fin quando non mi accorgo, per puro caso, di un fatto: la colonnina presenta il problema del bip solo quando la luce del garage è accesa!

In pratica ho scoperto che le vecchie luci neon del mio garage, in qualche modo, disturbano il sensore touch della Orbis Viaris UNI!

Quindi, se avete una Orbis Viaris e vi capita che la modalità di ricarica parta o si fermi apparentemente a caso, verificate se ci sono fonti di interferenze elettromagnetiche, quali Neon o altri apparecchi, sullo stesso contatore.

Prima o poi cambierò le vecchi luci al neon del garage, con dei più moderni e meno voraci led, ma per adesso ho risolto disattivando le funzionalità touch della Viaris e impostando la modalità automatica di cui sopra.

Ho anche aperto una segnalazione per il problema  al servizio di assistenza tecnica della Wallbox, che molto gentilmente mi ha risposto che effettivamente è possibile che interferenze elettromagnetiche mandino in tilt il sensore touch, che è abbastanza sensibile, anche se secondo loro è probabile che i neon del mio garage abbiano qualche problema. E sinceramente credo abbiano ragione, ma per adesso, come ho detto, li tengo come sono.

Ricaricare con Orbis Viaris

Una volta risolto il problema delle interruzioni non volute della ricarica, ho finalmente iniziato ad usare la wallbox con più serenità. In primo luogo va detto che il processo di ricarica è semplicissimo: in modalità automatica basta collegare la colonnina all'auto e a ricarica parte da sola. Quando l'auto arriva al livello di ricarica desiderato, che va impostato sull'auto, la ricarica si ferma.

Tutto il processo è facilmente monitorabile dall'app Orbis IoT, che ha un'interfaccia semplice e intuitiva.

Come vediamo nello screenshot qui sotto, durante la ricarica l'App mostra la potenza istantanea erogata all'auto, quella assorbita dalle altre utenza di casa, e il totale della potenza prelevata dalla rete. Mostra inoltre il totale di energia in kWh (chilowattora) ricaricati nella sessione. 

In questo caso l'assorbimento dalla rete è maggiore del limite di 5.75kW impostati, ma è solo una condizione momentanea, infatti la wallbox, nel giro di pochi secondi, adegua il consumo al limite imposto, evitando eventuali distacchi del contatore per il superamento dei limiti di potenza impegnata.

Come si vede dallo screenshot, la wallbox non mostra dati relativi allo stato di carica del veicolo collegato e questo avviene perché solitamente le wallbox (e in generale tutti i dispositivi di ricarica in corrente alternata) non supportano un protocollo di comunicazione con l'auto che consenta di ricevere dati riguardanti lo stato di carica della batteria. 

Come ho già detto, il processo di ricarica è semplicissimo. Si collega la wallbox all'auto e la ricarica parte fino al raggiungimento del livello di ricarica impostato nell'auto. Nel caso in cui si voglia interrompere la ricarica prima della sua fine naturale, con la wallbox impostata in modalità automatica, è possibile faro solo dall'auto. Ad esempio sulla mia Kia e-Niro è possibile comandare l'interruzione della ricarica dalla sua App (e curiosamente non c'è un bottone per interromperla da dentro l'auto!), oppure impostando un limite di ricarica più basso della carica attuale (ad esempio se l'auto è carica all'83%, basta impostare il lime di ricarica AC all'80% e l'auto mette immediatamente in pausa la carica.

Quando l'auto segnala alla wallbox di aver terminato la ricarica, lo stato della wallbox cambia e viene segnalato "Carica terminata". Viene inoltre visualizzato il tempo totale di durata della ricarica.

Attenzione però che fin quando non si scollega l'auto dalla wallbox, il timer che misura il tempo di ricarica non viene fermato, pertanto questa indicazione di tempo si riferisce non al tempo efffettivo di ricarica, ma al tempo tra l'inizio della ricarica e il momento in cui l'auto viene effettivamente scollegata.

Inoltre nel momento in cui l'auto viene scollegata viene inviata la notifica di ricarica terminata. Le notifiche principali inviate dall'App Orbis, sono infatti quelle di inizio ricarica, inviata quando si collega il connettore all'auto e quella di ricarica completata che invece viene inviata nel momento in cui si scollega l'auto dalla wallbox. Quest'ultima notifica anche la quantità di energia caricata, come vediamo nel seguente screenshot.

L'app invia una notifica anche nel caso in cui la ricarica venga messa in pausa per il superamento del consumo consentito.

Ad esempio: se mentre l'auto è in carica, accendiamo contemporaneamente un asciugacapelli e la lavastoviglie, probabilmente la potenza impegnabile residua sarebbe troppo bassa per permettere di continuare a ricaricare l'auto, e quindi la Viaris metterebbe in pausa la ricarica, fino a quando non vi sia abbastanza potenza disponibile e in quel momento la ricarica viene automaticamente ripresa. Entrambi gli eventi sono notificati all'utente tramite le notifiche di "Caricamento in pausa" e "Inizio della ricarica".

Solitamente la ricarica viene messa in pausa quando ci sono meno di 1500 Watt disponibili per l'auto.

Ricarica Orbis Viaris e Fotovoltaico

Come abbiamo visto, la mia abitazione è dotata di un impianto fotovoltaico. La modalità più avanzata di integrazione con il fotovoltaico richiede l'installazione di due meter: uno a valle del contatore, per misurare l'energia prelevata dalla rete, e uno all'uscita dell'impianto fotovoltaico, necessario per consentire alla wallbox di attivare la modalità di ricarica utilizzando esclusivamente l'energia prodotta dai pannelli.

Attualmente dispongo soltanto del primo meter e, di conseguenza, non potrò provare direttamente la configurazione di ricarica solare.

Anche in assenza del secondo meter, tuttavia, la Viaris è in grado di sfruttare l'energia disponibile dall'impianto fotovoltaico. Nell'immagine seguente, ad esempio, possiamo vedere che la Viaris sta ricaricando la mia auto a una potenza di circa 7 kW, mentre dalla rete sta prelevando soltanto 5 kW. I 2 kW di differenza vengono quindi forniti direttamente dall'energia prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Ovviamente in questo modo non si ha un monitoraggio efficace di quello che sta avvenendo, però il risultato di sfruttare l'energia del sole per ricaricare l'auto lo si ottiene e quindi non posso lamentarmi.

I report dell'App

L'app Orbis, oltre al monitoraggio istantaneo della ricarica, consente anche di riguardare i dati puntuali di ogni singola ricarica o aggregati delle ricariche nel tempo,

Qui sotto vediamo un esempio dove sulla sinistra abbiamo la scheda con l'elenco delle ricariche effettuate, eventualmente anche esportabile in excel, e a destra l'aggregato per mese del 2026 con il totale dell'energia utilizzata. 

Queste informazioni sono particolarmente interessanti perché permettono di tenere sotto controllo non solo i consumi dell'auto, ma anche il relativo costo. Sapere quanta energia viene utilizzata durante ogni sessione di ricarica consente infatti di monitorare i consumi nel tempo, confrontare le diverse modalità di ricarica e verificare quanto incide effettivamente la ricarica dell'auto sulla bolletta elettrica.

Nel caso di un impianto fotovoltaico, queste informazioni diventano ancora più utili: potendo distinguere l'energia prelevata dalla rete da quella prodotta e utilizzata direttamente dall'impianto, e valutando quindi quanta parte della ricarica viene effettuata in autoconsumo. Nel tempo, questi dati permettono anche di individuare le fasce orarie più convenienti per ricaricare l'auto e di capire quanto l'utilizzo del fotovoltaico contribuisca a ridurre il costo effettivo di ogni ricarica.

In definitiva, non si tratta soltanto di sapere “quanto abbiamo speso” per una ricarica, ma di avere a disposizione i dati necessari per capire come, quando e con quale fonte energetica stiamo ricaricando l'auto, informazioni particolarmente utili per ottimizzare i costi di gestione nel lungo periodo.

Conclusioni

Come dicevo all'inizio, la wallbox Orbis Viaris è arrivata in casa mia un po' per caso, ma dopo averla utilizzata per diverso tempo posso dire che si è rivelata una scelta decisamente positiva. Al netto del problema riscontrato inizialmente, che abbiamo già descritto, non ha più dato alcun problema e non ha mai fallito una ricarica. Nel complesso, si è dimostrata una wallbox solida, affidabile e ben progettata.

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la gestione dei carichi. Il sensore rileva rapidamente l'assorbimento dell'impianto e, quando la potenza richiesta al contatore supera la soglia impostata, riduce o interrompe la ricarica dell'auto. La soglia viene configurata direttamente tramite un selettore hardware all'interno della wallbox. È una soluzione che limita un po' la flessibilità della configurazione, ma che ha anche un vantaggio importante: rende molto più difficile commettere errori di configurazione. Una scelta semplice e concreta che, probabilmente, farà particolarmente piacere agli installatori.

Anche l'applicazione fornita da Orbis è molto semplice da utilizzare. Non è particolarmente ricca di funzionalità, ma mette a disposizione tutto ciò che serve per gestire e monitorare la ricarica senza complicazioni. All'avvio è possibile selezionare la wallbox da monitorare, nel caso ne siano state configurate più di una, e accedere immediatamente ai principali parametri di funzionamento.

La schermata principale mostra una visualizzazione grafica che permette di capire a colpo d'occhio cosa sta succedendo: se l'auto è collegata, se la ricarica è in corso e, soprattutto, quanta potenza viene prelevata dalla rete e quanta viene erogata all'auto o utilizzata dalle altre utenze domestiche. Sono informazioni particolarmente utili per capire in tempo reale come viene gestita l'energia all'interno dell'abitazione.

Essendo basata sul cloud, l'app consente inoltre di monitorare la ricarica anche quando si è lontani da casa. La wallbox dispone comunque anche di un'interfaccia web accessibile localmente, che permette di monitorarla e configurarla anche in assenza di connessione Internet, purché ci si trovi ovviamente sulla rete locale dell'abitazione.

Un altro aspetto positivo è il supporto software. Il firmware viene tuttora aggiornato dal produttore e, nel corso del tempo, sono state introdotte diverse funzionalità che ho trovato molto utili, tra cui l'integrazione con Shelly EM, alla quale dedicherò un prossimo articolo.

In definitiva, dopo averla utilizzata quotidianamente, il mio giudizio sulla Orbis Viaris è decisamente positivo. Non è una wallbox che punta a offrire il maggior numero possibile di funzioni o una configurazione estremamente sofisticata, ma quelle che offre sono concrete, ben implementate e soprattutto affidabili. Ed è probabilmente proprio questo il suo punto di forza: una volta installata e configurata, fa il suo lavoro senza richiedere particolari attenzioni.

Buona ricarica a tutti! :-)

 

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